I Marziani

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Un articolo pubblicato sul "Notiziario" scritto dal nonno di uno dei nostri ragazzi.
Questo deve essere un esempio per tutti.
Grazie Roberto a nome di tutta la società.
Testo dell'articolo:

Caro Notiziario,

ti devo parlare di una cosa bella. Tu mi conosci bene; di solito ti racconto dell'insipienza o dell'incapacità totale dei nostri politici locali, della maleducazione, del menefreghismo, dello scarsso senso civico dei cnostri concittadini, dell'eterna abitudine alle piccole, miserabili furbate.. Qeuste volta no. Ti devo raccontare che ho conosciuto i Marziani e mi sono unito a loro! "Questo nostro lettore è impazzito?", penserai. Invece niente del tutto e te lo dimostro, se avrai la pazienza di continuare a leggere.

Devi sapere che mio nipote di dieci anni ha cominciato a giocare a Baseball, questo strno ed apparentemente incomprensibile gioco, con regole più complicate di una Legge Finanziaria scirtta da un economista folle (non ne conosco altri tipi, purtroppo). Però le regole fondamentali sono semplici ed immediatamente comprensibili, per cui il ragazzino dopo neanche un mese di allenamenti ha iniziato a fare piccoli tornei. La squadra è il Senago Milano United, gioca in serie A. Ed è qui che ho scoperto i Marziani, seguendo i ragazzini alle partite.

Le cose vanno così: noi accompagnatori, genitori, nonni, parenti ed amici ci sistemiamo in tribuna, dove si trovano già i tifosi locali, e ci si saluta. Ci si saluta! "Ciao, ciao, buongiorno, salve, bella giornata". Poi si fa il tifo, naturalmente, anche chiassoso, ma solo indirizzato al sostegno, e all'incitamento della propria squadra. I fischi, i "buuuuh!" indirizzati ai giocatori avversari non esistono assolutamente. In campo c'è fair play, non ci sono falli e simulazioni (si racconta di un giocatore che rimase a terra simultando un fallo: gli fu chiesto di alzarsi ed accomodarsi nell'altro campo, dove si giocava a pallone ...)

Quando si vede un bel lancio, o una bella battuta, o una bella presa, il pubblico applaude. Tutto il pubblico, non importa di che squadra fosse il giocatore. A fine partita o giocatori rientrano in campo, si salutano dandosi il "cinque" e poi salutano il pubblico sventolando i berretti.

Hai capito  che roba, caro Notiziario ? Solo su Marte può succedere una cosa così, non certo sui nostri campi di calcio o di basket, neanche negli oratori. Io stesso, quando seguivo mio figlio, parliamo di mini-basket, ho gridato cose delle quali mi vergogno ancora.... Adesso sono diventato Marziano. E' possibile. Ma tu mi dirai che no, non siamo marziani, siamo solo normali parenti di ragazzini che fanno sport. Ma se noi siamo normali, cosa dobbiamo dire degli "altri"?

  

 
SBC

Pubblicato da SMU

il 26-nov-2015